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Federico Salvatore – Na tazzulella ‘e ca.. baret (1989)

5 Apr

Recentemente vi avevo parlato del primo “best of” di Federico Salvatore, Superfederico. E ne avevo discusso in maniera anche critica, per la scelta – diciamo così – alquanto discutibile, di selezione dei brani presunti più belli e rappresentativi dei primi 5-6 anni del cantautore napoletano. Oggi vi cito il primo disco di Federico Salvatore: Na tazzulella ‘e ca.. baret. Data 1989, l’influsso della musica dance e cantautoriale italiana degli anni ’80 è evidente. Come album d’esordio Na tazzulella ‘e ca.. baret potremmo affermare che prometteva anche più di quanto poi Salvatore ha offerto nei 3-4 dischi successivi (ma poi si sbloccherà).

Musicalmente e per ritmo, ho apprezzato Leggere attentamente le istruzioni per le modalità d’uso, mentre Senza peli… sulle lingue è la tipica ballata partenopea (anche se Federico ci adatta sopra il demenziale). All’uscita di scuola è una lunghissima pièce basata sui ritornelli delle più famose canzoni di Lucio Battisti: la storia tratta dell’evoluzione di un gelataio in spacciatore, per poi finire in carcere a Gaeta. A mio avviso la più interessante, per progressione e testo, è Vajass… rap. Mentre la prima traccia, Per una notte d’amore… Mannaggia a me! Mannaggia a me!, risulta piuttosto retorica, scontata e ripetitiva.

Federico Salvatore – Storie di un Sottosviluppato… Sviluppato Sotto! (1992)

11 Feb

Artista/Gruppo: Federico Salvatore
Titolo: Storie di un sottosviluppato… Sviluppato Sotto!!!
Anno: 1992
Etichetta: Zeus Records

Nelle due vite da cantautore di Federico Salvatore, l’una frivola e cabarettistica, l’altra di denuncia e attenta ai problemi della sua Napoli, Storie di un sottosviluppato… sviluppato sotto!!! fa ancora parte della prima. Ma in ottica futura, si può dire che questo album già contiene un poco di profondità in più rispetto ai quattro album precedenti, qualche gemma nascosta da valutare indipendentemente dalle altre (insomma, quelle da dare i porci…).

Non mi dilungherò eccessivamente sul personaggio, per il quale in parte ho già offerto un marginale profilo nelle Vite Parallele. Mi limiterò a fare alcune considerazioni su questo disco: sono tredici tracce, in cui se dovessi fare la classifica delle tematiche affrontate da Salvatore, non esiterei a mettere in cima alla lista l’ossessione contro l’omosessualità. In contrasto con quanto poi presenterà a San Remo con Sulla Porta, in questo Storie Federico Salvatore sfiora l’omofobia. Non so se il suo sia un intento sarcastico, quasi a voler difendere una categoria sputandogli veleno (in chiave antifrastica allora…). Se  così fosse, beh, gli è riuscito malissimo.

Il massimo dell’ispirazione in questo senso emerge soprattutto in Herojto Kuna Kekka, una breve filastrocca melodicamente anche ben costruito, dove il primo verso recita imitando un cinese: «Essele floci è male davvelo ingualibile». Per carità, non voglio fare il moralista, ma è chiaro (anzi chialo…) che oggi a distanza di quasi 20 anni e quindi con un pochino di civiltà in più, una canzone del genere sarebbe impresentabile e in molti lascerebbero la poltrona del teatro (a parte il rischio di una marea di comunicati da Arcigay). In Zero… 81 ne tira fuori un’altra: «Meglio tardi che mai, meglio tardone che gay».

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