Tag Archives: prog anni 70

King Crimson – Starless and Bible Black (1974)

22 Apr

Nel 1974 la nuova formazione Crimson, (Bill Bruford /drums – David Cross/violin, viola, keybords – Robert Fripp/guitars – John Wetton/bass, vocals) affronta la pubblicazione del suo sesto album: è il caso di Starless and Bible Black, composto da ben 5 tracce (Lament, Fracture, The Night Watch, Starless and Bible Black e Trio) interamente tratte da registrazioni di esibizioni live (naturalmente “ripulite”), le altre 3 (The Great DeceiverWill Let you Know e The Mincer) sono principalmente “creature” improvvisate in concerto con qualche rivisitazione in studio.

Le composizioni esprimono al meglio l’affiatamento tra gli strumentisti che non perdono colpi nota dopo nota facendo credere che sia tutto scritto a tavolino, non perdendo mai il tema principale e creando atmosfere che non possono non farci invidiare chi ha avuto la fortuna di aver visto quella formazione dal vivo: quello che ascoltiamo è qualcosa che va “oltre” la definizione classica di progressive. Per gli amanti del genere ma anche per chi ama osar muovere passi in terre sconosciute.

Focus – Moving Waves (1971)

9 Mar

Artista/Gruppo: Focus
Titolo: Moving Waves
Anno: 1971
Etichetta: Imperial/EMI-Bovema (Eu) Sire Records (Usa) I.R.S. Records (Usa, 1991)

Ho atteso molto per scrivere questa recensione, ho aspettato, ho ascoltato il disco più e più volte, due, tre consecutive, con cuffie, senza, in macchina. Mi ci sono anche addormentato (con una certa difficoltà nel prender sonno). Ora, dopo giorni di studio, posso dire che è giunto il momento di raccontarvelo.

Moving Waves (o anche Focus II) è il secondo album del gruppo progressive olandese Focus, è un disco grezzo, non eccezionalmente ricercato negli effetti, un organo Hammond, un mellotron, chitarra Gibson Les Paul (a volte con tre pick up), e poco altro. Ma il prodotto finale suona bene. Si tratta del disco che, dopo la sua uscita nel 1971, fece fare il balzo nelle classifiche a questa band, in Olanda, negli States, e soprattutto in Gran Bretagna, dove all’epoca il prog teneva già da tempo nomi altisonanti come King Crimson, Genesis, Yes.

Merito quasi esclusivo dei due artefici principali del connubio Focus: Jan Akkerman e Thijs van Leer. Il primo è un ottimo chitarrista, il secondo un curiosissimo tuttofare che a guardarlo oggi sembra Boss Hogg ma che, da gran poli-strumentista, allora si dava arie di poter competere con gente come Keith Emerson al piano, Ian Anderson al flauto e Rick Wakeman ai sintetizzatori. In realtà non riuscirà a raggiungere nessuno di questi, ma la sua verve e il suo eclettismo, daranno un contributo fondamentale al raggiungimento del successo della sua band.

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