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Ray Charles – The Very Best Of Ray Charles (2000)

16 Dic

FrontNel panorama del blues, del gospel, del R&B, e anche del country si commette spesso un errore comune, si dimentica la figura di Ray Charles. Poliedrico e intelligentissimo pianista dalla spiccata eccentricità. Il suo nome richiama soprattutto la musica soul, Hit the Road Jack per esempio. Nota a tutti, splendente e vibrante nella sua brevitas di duetti con le coriste. Era solo il 1961, è ancora attualissima.

Ma Charles in quasi 60 anni di musica, ci aveva abituati anche a tante sfumature che rimane tuttora complicato stabilire quale fosse il genere da lui praticato. Vale la pena riascoltare allora la semi-natalizia I Can’t Stop Loving You, oppure Georgia on My Mind, e anche i tanti richiami che lo stesso James Brown, di una decade successiva, fece suoi per cavalcare il successo del soul/R&B.

Per capire Ray Charles (viste le immense pubblicazioni per lo più di singoli), vi consiglio la raccolta della Rhino Records (etichetta specializzata in retrospettive) e pubblicasta per la prima volta nel 2000 dal titolo non proprio originalissimo The Very Best of Ray Charles. Sicuramente più originale nel suo interno, con un interessante booklet che ripercorre i suoi anni alla Atlantic Records fin dai suoi esordi: dalla perdita della vista a 7 anni alla morte prematura della madre e la conseguente partenza per Jacksonville e i suoi esordi nei club di Seattle, poi di Los Angeles.

Band of Gypsys – Stop (1969)

28 Ott

Nel 1970 esce il disco Band of Gypsys, del gruppo omonimo capitanato da Jimi Hendrix. Il resto dei componenti, come è noto, oltre al chitarista, è completato da Buddy Miles (batteria) e Billy Cox (basso). Un disco che in Germania e Giappone venne pubblicato con l’aggiunta di tre tracce: Hear My Train A Comin’, Foxy Lady e Stop. Tranne Foxy Lady, le altre due sono state poi aggiunte all’album Live at Fillmore East, registrazione del 1969 che esattamente trent’anni dopo, nel 1999 fu edita dalla Mca Records.

Di quel bellissimo live (di cui resta ben poco materaiale documentario), vi propongo proprio Stop. Si tratta di una cover della celebre Stop del cantante rithm’n’blues, Howard Tate. Il quale, a sua volta deve i diritti d’autore ai due cantautori che l’hanno scritta: Jerry Ragovoy e Mort Shuman. In questo brano eseguito dalla BOG, alla voce dovrebbe essere Billy Cox (sempre che non si tratti dello stesso Tate in veste di special guest, anche se nel disco non risultano esserci crediti). Buon ascolto.

Little Richard – Rock’N’Roll Legends (2008)

26 Set

Dici «Awop-Bop-A-Loo-Mop-Alop-Bam-Boom» e pensi subito a Tutti Frutti, quindi: Little Richard. Non ci sono altre spiegazioni, l’hanno cantata tutti, anche Paperino. Insomma, tutto giustifica il titolo di questa raccolta, l’ennesima, una delle più recenti, che io ho avuto lo scorso anno in regalo da mio cugino da un viaggio da Londra.

Come ogni volta accade, vanno tutti in crisi, e anche lui non sapeva che disco prendermi. Gli ho lasciato carta bianca: «Vai al piano di sopra a Hmv, non ti sbagli…». Mi ha riportato Rock’N’Roll Legends, una serie edita nel 2008 dalla Concord Records. Bene, ho detto, Little Richard mi mancava in cd. Poi, se volete conoscerlo meglio, questo spasmodico, pazzo, isterico («left» si definiva ai tempi dei suoi esordi) cantante e pianista di Macon, Georgia, un misto tra James Brown e i Beatles, allora ogni best of va bene. In questo ci sono tutte le più famose hits che lo hanno reso celebre, a tal punto che oggi in molti lo definiscono «the true king of r&r».

Carole King – A Natural Woman: The Ode Collection (1994)

16 Mar

Vi interessa Carole King? Beh, chi ama Janis Joplin non può che apprezzare anche la carriera di Carol. Nel 1994 la Sony ha prodotto un cofanetto di due cd, che ora io vi segnalo. Si tratta di The Ode Collection, e vengono ripercorsi i primi anni di carriera della cantante statunitense.

Ci sono le gemme che vanno dal 1968 fino al 1976, oltre alla publicazione, per la prima volta, dei duetti con James Taylor, come quello di You’ve Got a Friend eseguito live alla Carnagie Hall. Oppure alcuni brani accompagnati da grandi jazzisti dei ’40, come Harry “Sweet” Edison.

 

 

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