Tag Archives: rock and roll

Carole King – A Natural Woman: The Ode Collection (1994)

16 Mar

Vi interessa Carole King? Beh, chi ama Janis Joplin non può che apprezzare anche la carriera di Carol. Nel 1994 la Sony ha prodotto un cofanetto di due cd, che ora io vi segnalo. Si tratta di The Ode Collection, e vengono ripercorsi i primi anni di carriera della cantante statunitense.

Ci sono le gemme che vanno dal 1968 fino al 1976, oltre alla publicazione, per la prima volta, dei duetti con James Taylor, come quello di You’ve Got a Friend eseguito live alla Carnagie Hall. Oppure alcuni brani accompagnati da grandi jazzisti dei ’40, come Harry “Sweet” Edison.

 

 

I’m On Fire

27 Gen

Mr. Jerry Lee Lewis alle prese con uno dei suoi pezzi più “infuocati” nel vero senso del termine: I’m On Fire! L’apparizione dovrebbe essere avvenuta nel 1964 a Granada e questo brano compare anche nella raccolta di brani che compongono la colonna sonora di Greet Balls Of Fire.

E poi, una reinterpretazione in chiave moderna di uno sconosciuto (ma solo al grande pubblico) pianista, Jason D. Williams, che in America si propone come il continuatore di Lee Lewis. Purtroppo on-line non si trova nulla ma si sa che ha già registrato dischi per la Rca e la Sun Records, etichetta, quest’ultima, per cui lavorò anche il maestro Lewis. Interpretazione eccellente, lui, con il chitarrista che rifà fedelmente Chuck Berry, va anche oltre e alla verve del primo aggiunge il piedino sulla tastiera che fa molto Rock and roll.

Jerry Lee Lewis, una vita per il diavolo

14 Ott

Se qualcuno si è mai domandato perché Jerry Lee Lewis viene chiamato “Killer”, basta vederlo una volta in azione e vien da se. Jerry Lee è sempre stato  “l’assassino” per gli americani, ma per diversi motivi, non soltanto perché fu il primo, o comunque uno dei primi pionieri, del genere Piano Rock, cioè quelle ballad a velocità pirotecniche per gli anni ’50, una musica da indemoniati, come lui. Fu anche il primo ad alzarsi in piedi, scalciare via il seggiolino e proseguire sulle sue gambe le funeste scale di rock’nroll tipiche del suo tocco, potente, sgraziato, irriverente. Insomma, riallacciandomi al post di Foxtrot, La vocazione del diavolo, direi che ci starebbe bene anche al storia di Lewis, da sempre legato al demonio, per sua stessa ammissione.

C’è un aneddoto curioso al riguardo: pochi anni dopo esser stato espulso dalla scuola (ultra cristiana) per aver suonato My God is Real, un suo amico gli chiese se suonasse ancora quella musica. Ecco la risposta di Jerry Lee: «Si, certo. Ma sai che è strano, la stessa musica per cui sono stato espulso da scuola è lo stesso genere di musica che oggi suonano nelle loro chiese. La differenza è che io so di suonare per il diavolo e loro no».

Fama ancor più accentuata nel 1958, quando fu coinvolto in uno scandalo legato al suo terzo matrimonio. La sposa in questione fu Myra Gale Brown, una sua cugina che all’epoca aveva soltanto 13 anni. Qualcuno parlò di Great Balls Of Scandal, e ancora oggi molti suoi fans sono combattuti se apprezzare o meno le sue, pur indiscutibili doti. Ma dalla parte sua c’è la musica, solo quella (e dici poco), basta ammirare ciò che combina Jerry al concerto di Amburgo nel ’67. Assieme ai Nashville Teens (ma allora è un vizio però…) compirà una delle prime, vere energiche performance rock, un live che entrò definitivamente nella storia della musica dal vivo.

Sidistef

Bo Diddley – Blues Collection n.5 (1993)

19 Apr

Artista/Gruppo: Bo Diddley
Titolo: Blues Collection n.5 – Jungle Music
Anno: 1993

Immagine

Coerente. Userei questa parola per aggettivare la scelta di mettere in testa a questa raccolta la canzone The Story Of Bo Diddley. Il perché mi sembra chiaro: in questo brano di apertura del quinto numero della Blues Collection, quello dedicato a Bo Diddley, è stato scelto il testo più emblematico dell’artista, ripreso anche dagli Animals ma in quel caso rivisto nelle liriche, quello in cui Bo si cimenta nel racconto della sua vita, dalla nascita al successo.

In realtà è l’incipit ideale di un cantastorie, di un ramingo della chitarra, che si appella al suo talento chitarristico per espletare alla storia della sua affermazione. Fatta appositamente per chi vuole capire chi è Bo Diddley. La nascita («I was born one night about twelve o’clock»), il primo contatto con un agente («Now, a man stepped out wit’ a long cigar. He said, ‘Sign this line and I can make you a star»), il primo ingaggio alla Chess Records («My first engagement was in Chicago»).

Le rime di Diddley sono ricercate, strappate al suono, decostruite, il tutto per raggiungere il tutto.

Continua a leggere

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: