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Elvis Presley – Sunrise (1999)

5 Set

Quando decisi di avvicinarmi al rock’n’roll, rimasi stupito di quanto fosse difficile (parlo di una decina di anni fa), riuscire a reperire dischi originali dei protagonisti dei mitici Fifties. Per Bill Haley And His Comets, per esempio, dovetti addirittura accontentarmi di una raccolta da bancarella. Quando pensai a Elvis Presley iniziai a rabbrividire di non trovare nulla di così valido in rapporto alla statura di questo personaggio storico. La fortuna mi aiutò, e nella mia completa ignoranza in materia, riportai a casa questo doppio album in cui sono raccolte le primissime registrazioni con la Sun Records, la prima etichetta discografica di Elvis.

E devo dire che non sono rimasto deluso, all’interno il libretto è ricco di spunti e notizie, oltre a una lunghissima tranche di biografia tratta dal libro Last Train to Memphis: The Rise of Elvis Presley di Peter Guralnick. Dove l’autore spiega dettagliatamente come, la nascita di colui che cambierà la storia del rock, altro non è stato che una grandissima coincidenza. Il produttore della Sun, Sam C. Phillips, predispose infatti per il giovanissimo cantante una session con il chitarrista Scotty Moore e il bassista Bill Black, ma Presley presentò una serie di pezzi che non colpirono affatto il produttore.

Alla fine di tutto, con Philips che sembrava aver perso ormai tutte le speranze, Elvis si giocò l’ultima carta, chiese ai musicisti se conoscevano That’s Allright, un vecchio e sconosciuto country blues di Arthur Crodup. Finito il brano Philips esclamò: «No, non la conosco, ma con questa ci faccio un disco». Era una notte di luglio del 1954 e la storia della musica in quell’istante cambiò per sempre, Presley venne scritturato dalla Sun e fino a tutto il 1955 (prima di essere venduto alla Rca per 35mila dollari) incise tutte le sue più intramontabili gemme, da That’s Allright a Blue Moon, Good Rockin’ Tonight, Baby Let’s Play House. Tutte contenute in questo doppio disco, che comprende anche diverse alternate takes presenti nel secondo cd. Consigliato a tutti, neofiti o cultori del r’nr. Un doppio disco che in nessuna collezione dovrebbe mancare.

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